Condividere con il proprio cane la sensazione di libertà e di armonia con la natura, solcando le acque in barca a vela, leggeri sulle ali del vento... Che sogno è una vacanza di questo tipo per chi ama gli animali e il mare!!!

 

L'idea ha preso piede anche in Italia da diversi anni, rafforzata addirittura dal fenomeno, nato in America, del dog on the board: veri e propri corsi di addestramento per cani in barca, per insegnare cioè agli amici a quattrozampe come vivere questa esperienza con il proprio padrone.

Ma lui, Fido, che ne pensa? Siamo sicuri che non soffra il mal di mare? Che non senta la mancanza delle passeggiate in città e degli incontri con altri cani? Che non gli manchi lo spazio per i suoi bisogni? E, ancora, come fargli fare il bagno? Come evitare che scivoli una volta risaliti a bordo?

"Bisogna valutare ogni singolo caso: l'importante è che un viaggio in barca non si riveli per il nostro amico una forzatura – spiega ad "AbbaiareinItalia" Raimondo Colangeli, medico veterinario comportamentalista, vicepresidente di ANMVI – Non dimentichiamo che in barca a vela il cane ha spazi ridotti, non ha vita sociale con i suoi simili e non fa attività fisica laddove il padrone non si organizzi per fargli fare il bagno e nuotare. E' come se stesse sempre dentro casa. Allora bisogna avere delle accortezze e, soprattutto, rispettare le sue esigenze, stando attenti a che stia realmente bene".

"Il buon senso del padrone e il suo rapporto con il cane sono il primo passo per una buona navigazione – gli fa eco Carlo Cacioppo, direttore sportivo della F.I.V. (Federazione Italiana Vela), comitato Lazio – Altrettanto importante è attrezzare l'imbarcazione per agevolare la permanenza a bordo del nostro amico a 4 zampe.

 

Ecco allora i consigli degli esperti che abbiamo contattato per voi, per una vera "crociera da cane".

 

Abituarli da piccoli

E' molto importante che il cane sia abituato sin da cucciolo, magari dall'età di due mesi, portandolo in barca all'inizio per poche ore e monitorando le sue reazioni.

In genere i cani che più hanno la "zampa marina", quindi che amano l'acqua e il mare sono i terranova, i golden retriever e i labrador, ma quelli di stazza piccola sono certamente più adatti agli spazi limitati della barca. In realtà ciò che più conta è il carattere dell'animale (capacità di adattamento, tendenza o meno a mordere le cime, la disponibilità ad ubbidire).

 

Attrezzare la barca

Bisogna dotarla di carrucole o adattare al cane le scale della discesa. Come evitare il pericolo che finisca in mare? Magari mettendo una rete lungo le draglie (il parapetto della barca) e dotandolo di una pettorina salvagente con gancio, in modo da poterlo issare a bordo senza troppa fatica.

 

I bisogni

il cane deve avere i suoi spazi per fare i suoi bisogni. Una buona idea può essere quella di portare con sè un pezzo di zolla erbosa o la lettiera. In generale è meglio permettergli di scendere di frequente sulla terraferma e, quindi, fare tratti non troppo lunghi. Non dimentichiamo comunque di portare a bordo i sacchetti di plastica.

 

I pericoli per la salute. Occhio alle dermatiti da sale

L'idratazione a bordo è cruciale e non solo per farlo bere. E' importante lavarlo di frequente con acqua dolce. Il sale sulla pelle può seccarla troppo e causare delle determatiti. Non sono invece frequenti in barca i colpi di calore: il cane è quasi sempre bagnato o si ritaglia un posto all'ombra, la crociera è quasi sempre ventilata. Da questo punto di vista è molto più pericolosa l'automobile, dove la temperatura d'estate può arrivare anche a 60°. Non dimentichiamo infine una crema solare ad hoc per i nostri amici: la protezione serve soprattutto per le orecchie e il muso, in particolare per i cani dal pelo bianco.

 

I documenti del cane

E' fondamentale portarli sempre con sè, soprattuto se si naviga in zone lontane da casa. La documentazione sanitaria (microchip e libretto) potrebbe rivelarsi utile laddove dovesse risultare necessario un intervento medico-assistenziale per il cane. In questo caso, non esistendo un servizio di analogo a quello offerto in mare dal CIRM (Centro Internazionale Radio Medico) agli essere umani, bisognerà contattare un veterinario nel posto più vicino.

E non dimenticate il passaporto se andate all'estero.

 

Buona navigazione a tutti!!!

Patrizia Notarnicola