Maltrattati, abbandonati e spesso uccisi. Sembrerebbe questa la fotografia di un’Italia allo sbando, insensibile e indifferente davanti alle barbarie verso cani indifesi. La denuncia parte da Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente).

 

187 cani torturati e uccisi per mano di minori solo nella prima parte del 2017. Non è un’invenzione, non è fantascienza, sono i dati diffusi dall’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente che richiama tutti ad una seria riflessione su questo fenomeno, che si pensava potesse appartenere storicamente ad una sottocultura arcaica e che stride ancor di più se rapportata alle moderne generazioni notoriamente vocate al digitale e all’informazione. Sfuggono alle cifre indicate i casi accaduti e non rilevati o denunciati. In tal senso va sempre ricordato che la denuncia è un atto dovuto, mentre l’omissione oltre ad essere un atto d’inumana vigliaccheria è di per se un reato. La fotografia che ci presenta AIDAA purtroppo non è l’unica e il Ministero della Salute, che ha diffuso di recente i dati relativi agli illeciti di natura penale riguardanti il maltrattamento e l’abbandono di animali, ci racconta quanto accaduto tra  marzo e agosto 2017. L’ indagine svolta dal Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri ( Nas), ha riscontrato illeciti che spaziano dall’inosservanza sulla corretta identificazione degli animali alle carenze igienico-strutturali, dall’inosservanza alle norme sull’uso dei farmaci veterinari all’irregolarità dei criteri di protezione negli allevamenti e nei trasporti e delle norme sulla produzione e l’igiene dei mangimi. Alcuni dati possono rendere meglio la vastità del fenomeno: 1.496 controlli di cui 482 sono risultati non conformi,367 persone le persone segnalate alle Autorità Amministrative,127 a quelle Giudiziarie. Le sanzioni penali elevate hanno comportato esborsi compresi tra 258 e 750  euro, quelle amministrative hanno raggiunto un importo complessivo di 95.615.818 di euro. Sono stati sequestrati ben 50.691 animali da reddito,465 d’affezione, 77 sono le strutture chiuse o sequestrate per un valore complessivo di 37.424.000 euro. Alcuni reati sembrano essere particolarmente frequenti come: la detenzione in pessime condizioni igienico sanitarie in luoghi privi di autorizzazione sanitaria, l’assenza di microchips di riconoscimento, lo stato di abbandono.                                                       

 

Bruno Bruni