E' questa la settimana del dolore, quella che commemora quanto accaduto un anno fa nel centro Italia. Il 24 agosto del 2016 il terremoto di Amatrice; una tragedia che ha separato anche molti proprietari dai loro animali. Tra questi tanti cani...

Alle prime ore del 24 agosto dello scorso anno, il silenzio immobile dei paesi di Amatrice, Accumuli e Arquata,  fino ad allora placidamente adagiati sulle colline del  Centro  Italia, venne sconvolto dal nervoso abbaiare dei cani di campagna. Gli altri cani, rimasti nelle cucce, erano assopiti nel torpore della notte. All’improvviso una vibrazione, poi una seconda e gli occhi dapprima semiaperti si spalancarono inorriditi. Un tremore incalzante e interminabile, il conseguente risveglio  e l’affannosa ricerca di fuga. Il terrore albergò nel cuore e nella mente e un buio rumoroso avvolse ogni cosa. Poi d’improvviso il silenzio, il respiro divenne  affannoso e i movimenti del corpo si fecero  immobili sotto il peso della catastrofe. I sordi lamenti di quella notte fatale si tramutarono in un vuoto esistenziale. I cani sopravvissuti , spaesati tra i resti  dei loro affetti, si dispersero  qua e là come i cumuli delle macerie. Molti vagarono senza meta, immersi nel loro oblio, alla ricerca spasmodica di cose conosciute e oltremodo rassicuranti. Feriti nel corpo e nell’anima, uomini e animali uniti dal destino in quella notte disgraziata e sola, conobbero un comune sentimento di disgregazione. Iniziarono i soccorsi, seguirono gli appelli alla ricerca di  Elvis, Nuccio, Zago, Dumba, Bobby. Ettore aveva due anni , era di taglia medio piccola, testa pendente da un lato e una macchia bianca sul petto. Viveva ad Amatrice in Corso Umberto I 144/146, lo stanno ancora cercando . Era un affettuoso cagnolino di due bimbe che a causa di quel  “brutto” terremoto persero  entrambi i  genitori  e i nonni. Il 9 novembre venne  costituita una task force come non si era mai vista prima. E’ tuttora formata dalla Regione Lazio, l’Asl di Rieti, il gruppo Carabinieri Forestale di Rieti, le maggiori associazioni animaliste italiane, l’Ordine dei Veterinari di Rieti e la Protezione civile. Ha lo scopo ultimo di riportare alla normalità gli affetti spezzati, tracciare le richieste pervenute, ricongiungere i  cani dispersi con i loro proprietari, stabilire nuovi affidamenti  nei loro habitat naturali. A distanza di un anno molto è stato fatto per gli animali d’affezione. I casi di ricongiungimenti familiari sono stati circa quarantacinque, centoquattordici i cani ricoverati al canile sanitario, duecento le identificazioni canine con trasponder, identificazione e sterilizzazione, censimento ,affidi temporanei e adozioni (ndr.fonte ASL.Rieti). I costi di prima emergenza affrontati dalla Asl Rieti, competente territorialmente, superarono   117 mila euro già prima dell’avvento del terremoto del 30 ottobre nel territorio di Norcia. La Regione Lazio , seppur tardivamente, intervenne  operativamente  con la Direzione Salute e Politiche sociali. Si cercò di organizzare un’emergenza che per propria natura non ha protocolli prestabiliti. Venne pure aperto un sito regionale per far incontrare i cani dispersi e  padroni disperati. Il sito (http://www.regione.lazio.it/rl/animali_smarriti_sisma/) è tuttora attivo come l’emergenza umanitaria. Il clamore dell’evento venne rimbalzato sui social network quando un perfido inverno portò la neve sulle case abbattute dal sisma e sulle scarse speranze delle persone. La politica venne spesso a fare passerella.  Ma dopo un anno la ricostruzione stenta a decollare. Si continua a vivere nell’emergenza, con un anno di più sulle spalle e qualche amico di meno. Qualcuno, in quell’inferno ha pure ritrovato un po’ di sorriso perché ha ritrovato il proprio cane. Lontano dal clamore si continua a lottare giorno per giorno sognando di poter sopperire all’assenza di quell’amico a quattro zampe che tanto manca.

Bruno Bruni