Sin dall’alba dei tempi la vita dell’uomo e quella dei cani è sempre stata intrecciata. Studiando sui libri di storia abbiamo potuto constatare che i due sono sempre stati legati in qualche modo: da un semplice rapporto di affetto/compagnia, ad un rapporto di “sopravvivenza” nell’antichità per andare a cacciare e procurarsi il cibo, fino ad arrivare ad un rapporto professionale. Il legame tra i due è stato e continua ad essere molto intenso. Non dobbiamo stupirci se è il cane l’animale che riesce a contraddistinguersi per l’estrema versatilità e capacità di apprendimento, la grande compatibilità d’interazione con l’essere umano e l’unicità dell’empatia.

Queste peculiarità hanno fatto sì che oggi noi possiamo assaporare questo rapporto inscindibile anche in contesti particolari, come ad esempio quello militare del servizio cinofilo. Ogni forza armata e forza di polizia ha le proprie unità cinofile, con compiti e competenze specifiche. Il libro “Storia del servizio cinofilo della Guardia di Finanza”, uscito pochi giorni fa, descrive proprio la storia, l’evoluzione, l’addestramento e le competenze dei cani “finanzieri”. La storia ha origini lontane, nell’800, quando i cani venivano utilizzati per bloccare i contrabbandieri e la merce di contrabbando, fino alla creazione ufficiale delle prime unità cinofile nel 1952 e le diverse competenze istituite negli anni: la funzione predominante di servizio antidroga, il servizio antiterrorismo ubicato presso gli aeroporti, le unità chiamate cash-dog contro l’esportazione di valuta all’estero, il servizio ricerca tabacchi lavorati per il ritorno in auge del contrabbando di tabacco e l’importante servizio di soccorso che conta più di 50 unità su tutto il territorio Nazionale per soccorso valanghe, ricerca persone scomparse, soccorso in catastrofe.

“L’addestramento dei cani è fondato esclusivamente sul gioco, senza alcuna azione restrittiva nei confronti dell’animale, al contrario, premiandolo sempre in risposta ad uno stimolo o ad un comando eseguito bene” – spiega il Col. Walter Di Mari, Direttore di Veterinaria e Cinofili della Guardia di Finanza, tra gli autori del libro – “Con una prima parte propedeutica per tutte le unità, l’addestramento poi acquisisce le proprie componenti specifiche riguardo le diverse specializzazioni: si utilizzano ad esempio le cosiddette droghe sintetiche, create in laboratorio dal chimico di riferimento, per permettere al cane di associare e riconoscere gli odori, riproducendo quindi la molecola senza il principio attivo della sostanza stupefacente”.

Le fasi di addestramento e selezione delle unità avvengono già nel periodo successivo allo svezzamento, intorno ai 3 mesi di vita con un pre-addestramento. All’età di un anno una commissione valuta l’idoneità del cane al servizio in base alla tempra, al coraggio, alla tenacia e alla forza: quelli dichiarati non idonei possono essere destinati ad altri servizi dello Stato o, su richiesta, affidati a civili. “Un aspetto molto importante riguarda i cani da soccorso” – afferma il Col. Di Mari – “che seguono un iter addestrativo particolare di 2 anni. Inoltre non solo lavorano con il conduttore in servizio ma lo seguono anche a casa e vivono insieme. Questo perché il connubio tra cane e conduttore è molto stretto e vi è un coinvolgimento totale emotivo e d’interazione”.

Un elemento curioso è capire le razze che possiamo trovare più spesso all’interno delle unità cinofile. Queste sono il Pastore Tedesco, il Pastore Belga Malinois e il Labrador: “Il Pastore Tedesco sicuramente è la razza che assicura una possibilità di impiego molteplice ed adeguata alle diverse attività per costanza, carattere e determinazione” – spiega il Col. Di Mari – “per la ricerca è più indicato il Malinois per le sue caratteristiche principali, essendo un cane vigile, vitale, veloce ed agile. Mentre per il cash-dog abbiamo una prevalenza di Labrador in quanto come cane incute meno timore nell’avvicinare le persone, proprio per la sua indole e fisionomia”.

Ogni cane continua il servizio fino a quando mantiene l’idoneità sia dal punto di vista tecnico che sanitario (di media intorno agli 11 anni), ovviamente monitorata da una commissione. Quando finisce l’attività, il 99% delle volte è il proprio conduttore che chiede di poterlo portare a casa con sé, ma se questo non dovesse accadere per impossibilità del conduttore, il cane viene collocato presso il Centro Allevamento e Addestramento; nulla vieta la richiesta di adozione da parte di civili, alcuni sono destinati alla Pet Therapy, altri come compagnia per anziani. Detto tra noi, a quanti piacerebbe avere un Commissario Rex in casa?

Marco Bologna