Un vile gesto che pone tanti interrogativi

 

Angelo, il cane ucciso barbaramente a Sangineto in Calabria nel giugno 2016 e ricordato con un monumento nel Parco Ravizza del quartiere Monteverde di Roma, è stato ucciso un’altra volta.

Martoriato in vita dalla crudeltà di quattro ragazzi che filmarono le sevizie inflitte al povero randagio,poi condannati per un atto “ crudele e ingiustificato” continua a non avere pace neanche da morto.

Il suo monumento è stato danneggiato da ignoti che, nel buio di un vile anonimato, hanno tentato di  colpire con sprezzo i valori civici e di vita che Angelo rappresenta per molte persone.

Un’inammissibile violenza verso un simbolo di non violenza che ha però suscitato la reazione sdegnata di molti nel quartiere, nella comunità e da parte degli animalisti, i quali hanno sporto denuncia alle Autorità competenti.

Angelo ,una dolce creatura che la vita ha voluto randagio, continua a separare la parte buona della società da quella che degli altri esseri viventi non hanno alcun rispetto.

 

Bruno Bruni