Il cane Corso è un cane talmente imponente ed elegante da essere scambiato per una pantera nera. E' quello che è successo in Puglia mobilitando ranger e forestale.

di Luigi Rotondo

 

Diverse segnalazioni di avvistamento nelle campagne di Brindisi di “un felino di grandi dimensioni, probabilmente una pantera”, hanno movimentato le mattinate del 112, della forestale e dei ranger dello zoosafari di Fasano. La campagna è appunto quella pugliese, in località ‘Coccole’ nome in questo caso abbastanza iconico. Le ricerche si sono concluse infatti con il ritrovamento di un cane Corso, di colore nero che per la sua stazza e la sua eleganza è stato evidentemente confuso con una pantera.

 

Non tutti, di primo acchito, collegherebbero le coccole ad un grosso nero cane Corso, ma si sa… l’apparenza inganna. Sopratutto in seguito alle inutili amputazioni di coda e orecchie che lo facevano apparire più aggressivo di quello che in realtà è. Per fortuna questa pratica in Italia è vietata e, di conseguenza, i cani con orecchie e coda tagliate non sono ammessi a gare ed esposizioni. 

Tornando alle coccole, il cane Corso è pacifico e dormiglione, coccolone appunto, e piuttosto giocherellone, anche con i bambini.

 

Non si può dire lo stesso del suo rapporto con gli altri cani, soprattutto se dello stesso sesso e della stessa stazza. Sarebbe importante quindi abituarlo fin da cucciolo a socializzare con altri animali. Basti pensare che in antichità veniva usato per la caccia al cinghiale e all’orso. E, nella maggior parte dei casi, come cane da guerra. Già in epoca romana veniva rivestito con armature e lame per abbattere la cavalleria. Mentre in epoca medievale veniva corazzato con il cuoio e spedito con recipienti sulle spalle ricolmi di pece bollente per creare scompiglio tra i nemici in battaglia.

E’ sempre stato un cane temuto tanto che i nobili portavano il sacchetto con le monete legato al collo del proprio esemplare. 

Però l’utilizzo principale, da cui deriva anche il nome (no. Non è originario della Corsica) rimane come cane da guardia della coorte (‘cohors’ dal latino) o del cortile (‘kortos’ dal greco). Non è un cane che richiama l’attenzione, abbaia poco, agisce in silenzio ma con coraggio per proteggere la sua famiglia. Anche se la guardia e la difesa rimangono istintive per lui, se non lo si addestra è pacifico e gentile anche con chi non appartiene alla famiglia.

Cane da guerra, cane da combattimento, cane da guardia, cane da pastore, di certo non si può dire che non sia un cane versatile. Potrebbe essere anche forte, grezzo, rustico dalla parola ‘còrz’ ancora in uso in alcune zone della Campania e della Puglia e soprattutto in Molise.

Le sue origini, come detto, sono italiane; con il mastino napoletano discende  infatti dal molosso romano. Nei primi del ‘900 ha rischiato l’estinzione, ma la tenacia di un gruppo di appassionati e la sua estrema versatilità gli hanno consentito di tornare in voga ed è ancora oggi uno dei cani da utilità preferito dagli italiani.