Con la Dott.ssa Mirella Oreste, medico veterinario, parliamo di un aspetto importante durante i primi mesi di vita dei nostri cuccioli... ma che può riguardare anche i cani adulti.

Intervista

 

I parassiti intestinali - Esistono diverse forme di parassitosi intestinali nel cane. Tra queste, le più comuni sono quelle che interessano i nostri cuccioli. Sono dovute alla presenza di parassiti quali Nematodi che spesso ritroviamo nelle feci dei nostri amici come lunghi filamenti simili agli spaghetti. Di chi stiamo parlando? Degli Ascaridi, in particolare Toxocara Canis e Toxascaris Leonina.

 

Trasmissione - Questi parassiti, come già accennato in precedenza, sono presenti anche nei nostri cuccioli. L’infezione può derivare dalla madre stessa sia per via transplacentare durante la gravidanza, sia durante l'allattamento.

I cani adulti invece contraggono il parassita leccando feci già infestate o ingerendo terreno contaminato o tramite i roditori.

Aspetti clinici - Nei cuccioli avremo, come sintomi più comuni, addome a botte, alito maleodorante, ritardi di crescita, diarrea, vomito, tosse. A volte può capitare di rinvenire nelle feci la forma adulta del parassita (ovvero gli spaghetti di cui parlavamo prima) e di trovarla addirittura anche nel vomito.

I cani adulti possono essere anche del tutto asintomatici.

Profilassi - Bisognerebbe trattare i cuccioli già a due settimane di vita per poi ripetere il trattamento ad intervalli di 14 giorni. Le madri dovrebbero essere trattate prima dell'accoppiamento e dopo il parto, seguendo la stessa tempistica del programma di sverminazione dei piccoli. I cuccioli che arrivano dal veterinario a due mesi, vengono sverminati due volte a distanza di 14 giorni prima di effettuare il primo vaccino.

Gli adulti, invece, dovrebbero essere trattati ogni 3 - 6 mesi (la scelta varia, per esempio, anche in base alle abitudini di vita del cane).

Raccolta feci - E' opportuno che i campioni vengano presi direttamente dal retto, con l'aiuto di un piccolo termometro, raccogliendo almeno 5 grammi e riponendoli in un contenitore idoneo. Se l'esame delle feci non viene eseguito in giornata, bisogna conservare il campione in frigo poiché le uova del parassita si schiudono rapidamente.

La dott.ssa Mirella Oreste