Storia di una nota Dog Blogger: Maria Cavallo

 

La tela ordita dal caso spesso conduce a percorsi inaspettati della propria vita. Quando poi si innesta su un solido sentimento d’amore verso il proprio cane può trasformarsi in arte creativa. Ne sa qualcosa Maria Cavallo che grazie a Louis, il cagnolino regalatole circa 7 anni fa, iniziò un percorso che nel tempo l’ha condotta a inventarsi dog blogger. Nel mondo virtuale foriero di molte novità, la dog blogger ha saputo ritagliarsi una propria nicchia d’interesse semplicemente cogliendo quegli aspetti della sua vita personale che l’accomunavano ad altre persone.

La nascita di Theitaliandogblog a Milano

"Theitalandogblog – ci spiega - è venuta per caso da una battuta di mia madre in un periodo in cui, con Louis il mio cane, stavamo vivendo un po’ di casini perché aveva  dei problemi comportamentali. Louis è stato il mio primo cane e non è stato facilissimo fare insieme questo percorso. In realtà la scelta del cane andrebbe ben ponderata. Louis mi è stato regalato e non ho avuto il tempo di informarmi se fosse il cane giusto per me “. L’avventura di Maria è iniziata a Milano, città dove si trasferì per studiare ,lontana 1000 km dalla sua famiglia d’origine che vive tuttora a Taranto. Pure l’idea di avere un cane nacque a Milano ”perché qui è semplicemente  la normalità averne uno. Al Sud invece  il cane è da tenere solo in campagna , nella casa con il giardino, da vivere in famiglia”. Un aspetto non secondario quello della gestione del cane nell’economia  domestica: “Louis ha un carattere particolare. Cinque, sei anni fa ho iniziato a cercare informazioni sui blog più famosi come quello di Chiara Ferragni e altri di moda. Mi resi conto che, quando necessitavo di informazioni più specifiche sui cani piuttosto che confrontarmi  con persone che vivevano le stesse problematiche, in realtà c’era il vuoto”. Da lì nacque l’idea di scrivere una sorta di diario “rudimentale” che avevo denominato “Vita di un cane tra Milano e Taranto”. Erano gli albori delle pagine Facebook, da condividere in gruppi d’interesse, nulla di paragonabile agli attuali social network .Ben presto la realtà “virtuale” superò  ogni aspettativa e quello che non era nelle intenzioni, e nemmeno nei miei progetti, si propagò fino a trasformarsi nel blog attuale.                                

I contenuti, le osservazioni e l'evoluzione del blog

"Raccontavo i guai che stavo vivendo con Louis. Gli errori che aveva commesso l’addestratore sbagliato piuttosto che la quotidianità che stavamo vivendo. Facevo considerazioni sulla gestione del cane quando si vive da soli, sul come fare e l’impegno conseguente. In questi anni ho monitorato anche il cambiamento di mentalità che c’è stato da quando ho iniziato io fino ad oggi. Anche a Milano, che comunque è anni luce avanti rispetto al Sud, ho potuto constatare il cambiamento di apertura mentale verso chi ha un cane e deve avere una vita sociale. In passato era più difficile portare il cane al ristorante o nei centri commerciali. Da qui è iniziato una sorta di scambio con le persone che mi seguivano, di passaparola, di informazioni e naturalmente è nato Theitaliandogblog.Tuttora tante idee dei miei post nascono dalle domande che ricevo dalla gente. Poi c’è tutto il ramo delle aziende, il recensire i prodotti, ma questo viene dopo rispetto a quello che mi chiedono le persone". 

C'è chi disapprova

Spesso navigando tra i social esistono anime e inclinazioni diverse che si manifestano con disapprovazione verso chi esprime idee e pensieri contrari alla propria. Gli “haters” possono raggiungere forme di disapprovazione che rasentano l’odio. Tipologie di blog come quelli dedicati al fashion o lifestyle sembrano quasi attirare le loro invettive .Nel caso dei Petblog o dogblog invece sono meno presenti  tanto che Maria ci rassicura dicendo: ”Chi non ha predilezione per i cani evita di andarmi a cercare nei Social. Lì sarebbe più facile .C’è molta più gente che ama i cani. Io cerco di comunicare quella che è l’immagine di Louis". 

L'importanza dell'immagine

"Credo mi abbia aiutato molto la sua immagine perché assomiglia ad un peluche. La gente è captata dall’aspetto esteriore ed io racconto che c’è molto altro dietro . Un vero impegno per chi ha voglia di approfondire. Poi però c’è chi preferisce fermarsi  solo al lato esteriore".

Chi legge theitaliandogblog

"La fascia di età media più interessata è tra i 30 e i 65 anni e sono soprattutto donne. Questo perché, tutto sommato, la gestione del cane, come la gestione familiare, anche nella divisione dei compiti per la scelta dell’educatore o dell’accessorio o del luogo delle vacanze o delle cure ricade quasi sempre sulla donna".  

Nell’epoca dei Social pare siano cambiate molte cose ma non la suddivisione dei ruoli.

 

Bruno Bruni