Questa è la storia di Lamù, meticcia di circa un anno e mezzo che prima dell’estate ha vissuto la terribile esperienza di starsene in solitudine per la strada.

 

Lamù, era una dolce cagnolina in cerca di qualcuno che potesse occuparsi di lei, entrata al Canile Comunale della Muratella di Roma nell’agosto 2016. Il lavoro svolto dalla struttura e dai volontari per sostenere ed occuparsi di tutti gli “ospiti” è davvero encomiabile, ma si sa, il canile non dovrebbe essere il luogo in cui trascorrere la propria vita…

Per la piccola Lamù era arrivato il grande giorno in cui avrebbe cominciato a vivere la sua vera vita, il 30 maggio scorso, perché una famigliola si era innamorata di lei e non vedeva l’ora di portarla a casa per offrirle tutto l’amore che si meritava. Come a volte capita ai cani che hanno un trascorso in canile, anche Lamù aveva degli aspetti delicati della sua personalità: era molto timorosa nei confronti di tutto ciò che la circondava e soffriva molto il distacco. Il personale e gli educatori sono ovviamente scrupolosi nell’informare i futuri padroncini riguardo gli aspetti caratteriali da avere ben presenti: definiscono un profilo per ognuno dei cani, promuovono incontri con chi è stato più a stretto contatto con loro e offrono consulenze riguardo l’interazione e i metodi per lavorare sui differenti aspetti caratteriali, nella maggior parte dei casi causati da paure e/o traumi vissuti.

Finalmente il pomeriggio del 30 maggio i nuovi padroncini arrivano a prendere Lamù. Sbrigate le pratiche burocratiche e dopo le ultime indicazioni di volontari ed educatori, Lamù è libera e con la sua nuova famiglia. Direzione: centro commerciale per una passeggiata e per il nuovo guinzaglietto! Purtroppo questa decisione non si è rivelata molto sicura, soprattutto dopo il consiglio di andare subito a casa per permettere alla cagnolina di cominciare a prendere confidenza con il suo nuovo habitat e di tenerla, i primi tempi, con la pettorina. Purtroppo l’incubo ha inizio quando le provano il collarino nuovo: sarà stata la folla tra i negozi, sarà stato un rumore improvviso, non si sa, ma Lamù con un movimento improvviso si è sfilata il collare ed è scappata. Nessuno è riuscito a bloccarla a causa della sua velocità. Non appena arrivato al canile l’avviso dell’accaduto, l’intera struttura si è mobilitata per spargere la voce e dare quante più informazioni possibili, utili al ritrovamento della cagnolina impaurita. La zona interessata era quella del Laurentino. Passavano i giorni e continuavano le telefonate, gli appelli sui social media con frequenti avvistamenti, senza riuscire mai ad avvicinarsi alla piccolina che, impaurita, scappava velocemente. Attraverso le numerose segnalazioni si è scoperto che Lamù ha girato per l’intero Laurentino, nella zona della Cecchignola ed è passata nei pressi della Motorizzazione. Il supporto degli abitanti dei quartieri è stato davvero straordinario, unito alla passione instancabile dei volontari della Muratella. Le piste da seguire erano tante, ma la cosa più difficile rimaneva comunque riuscire ad avvicinare Lamù.

Queste estenuanti ricerche sono andate avanti per una settimana intera, arrivando spesso vicinissimo all’obiettivo…e poi all’improvviso più nulla. Silenzio totale, non più una segnalazione di avvistamento. Non sono cessate di certo le ricerche, né da parte delle persone che vivevano nelle zone interessate, né da parte dei rappresentanti del canile: tra questi una volontaria, Sabrina, spesso si recava nei luoghi di avvistamento dopo il suo orario lavorativo, tracciando dei percorsi sistematici, la mattina molto presto prima di andare in ufficio e di nuovo a partire dal tardo pomeriggio. L’ultima volta, la cagnolina era stata vista attraversare il Grande Raccordo Anulare, all’altezza della zona verde della Laurentina, era stata seguita con la macchina cercando di indirizzarla fuori da quella strada così pericolosa e a scorrimento veloce, purtroppo ancora una volta perdendo le sue tracce. Per tre giorni non si è saputo più nulla, le speranze di ritrovare Lamù cominciavano a svanire; anche Sabrina, dopo le continue ricerche senza sosta, era abbattuta. All’improvviso una luce, una telefonata le arriva da un amico di un’altra volontaria: Lamù è stata vista dal custode di un cantiere in zona Laurentina. Era il 9 giugno pomeriggio. Sabrina si precipitò sul luogo e scoprì che il custode del cantiere era riuscito anche ad avvicinarsi alla cagnolina dandole da mangiare, ma appena provava ad accarezzarla lei si allontanava. Ormai già qualche volta era stata vista girare tra i palazzi in costruzione e la speranza di Sabrina che lei potesse riconoscerla per farsi avvicinare cominciava a crescere nuovamente. In lungo e in largo sono stati setacciati i palazzi finché, finalmente, la buona notizia. Ad un piano alto, all’interno di un appartamento ancora vuoto, Lamù era acciambellata nel piatto doccia in bagno. Un attimo dopo che Sabrina entrò nella stanza, la cagnolina cominciò a muovere la coda in maniera molto veloce, standosene lì rannicchiata. Finalmente l’incubo era finito, per i volontari che si sono adoperati con la determinazione e passione che li distingue sempre, per gli abitanti del quartiere che avevano preso a cuore il caso, per Sabrina che non si è mai rassegnata, ma soprattutto per Lamù. E’ difficile immaginare cosa possa aver vissuto in quei giorni, le paure che deve aver affrontato, perché era scappata impaurita o se aveva semplicemente bisogno di vedere dei volti familiari, i volti delle persone da cui era circondata quando era in canile, il luogo che effettivamente aveva imparato a conoscere come luogo sicuro per lei. In fin dei conti tutte queste congetture ormai sono superflue, perché ora Lamù, “la piccola fuggiasca”, vive con Sabrina, dalla quale non si vuole separare mai, insieme a Tato che è diventato il suo punto di riferimento e a cinque gatti!

Oggi Lamù soffre molto meno il distacco rispetto a prima e affronta le novità nonostante i suoi timori, ma sicuramente la pazienza e il rapporto che ha instaurato con Sabrina è divenuto talmente forte da abbattere le sue insicurezze caratteriali. Ha trovato una persona con cui si sente sicura e che già considerava importante quando ancora era in canile. E’ un gesto bellissimo adottare un cane e regalargli la possibilità di un’altra vita, è importante cercare di comprendere il suo vissuto, la sua personalità, in particolare se ha una sua storia all’interno del canile, al fine di creare una sinergia che poi si scoprirà essere unica.

Ora Lamù fa le passeggiate, corre e gioca senza essere legata…perché lo sa che vuole rimanere con Sabrina!

Commenti
Serena
Finalmente una storia a lieto fine grazie anche alla sensibilità, alla dedizione e all'amore di persone come Sabrina, i volontari e gli abitanti del quartiere, fantastici!