In principio fu Hachiko protagonista del film di Lasse Hallstrom “il tuo migliore amico” che portò a conoscenza del grande pubblico la storia del cucciolo di Akita Inu, vissuto tra il 1923 e il 1934, divenuto nel tempo simbolo di fedeltà e amore della razza canina.

di Bruno Bruni

 

Molte le storie e i comportamenti canini che oggigiorno possono essere raccontati e che rischiano di essere interpretati in modo errato dalla maggior parte delle persone, non fosse altro che per la tendenza comune di “leggere” i comportamenti animali come fossero umani. Ne citiamo due che di recente hanno destato particolare clamore mediatico: il primo è il caso del cagnolone di Rocca Priora presso i Castelli Romani che ha vegliato, sin dalle prime ore del mattino, un cucciolo di cane suo amico di gioco investito da pirati della strada. 

Il cane di Rocca Priora veglia sull'amico investito

 

Il secondo è avvenuto a Fano nelle Marche dove un cane, avvertita l’impossibilità della sua padrona a potersi muovere perché infortunata, si è posto a difesa del corpo della sua proprietaria impedendo agli operatori del 118 di poterle prestare soccorso fino all’arrivo del compagno della malcapitata. In entrambi  i casi, i comportamenti dei due cani sono stati avvertiti dai lettori come esempi di altruismo e fedeltà spesso non riscontrabil nei comportamenti di altre persone.

Il Dott. Colangeli, veterinario comportamentalista vicepresidente Anmvi, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, ha provato a spiegare l’accaduto affermando: “ Il cane è l’elemento sociale per eccellenza, legato al gruppo sociale d’appartenenza, per cui la morte o il ferimento di un suo simile o anche altro animale o persona di riferimento percepiti come parte del suo gruppo, viene compresa al punto da lasciarlo in grande disagio emozionale e tale da indurlo ad avere un atteggiamento di protezione da terzi. Qualora il lutto riguardasse un elemento importante del branco tanto più può provare forme depressive che necessitano di un’elaborazione del lutto”.

I sentimenti canini pertanto sono regolati da quell’istinto primordiale di appartenenza ad un branco, che anticamente era fonte di sostentamento e protezione e che realizzava l’individualità all’interno di un sistema organizzato.