Jessica vive a Gela, in provincia di Caltanissetta, e con la sua associazione “Proteo” ha cominciato a prendersi cura dei cani abbandonati o nati randagi del suo paese. Da amante dei quattro zampe ha iniziato a occuparsene vent'anni fa, facendo il giro del paese e portando loro da mangiare. Non c’è un canile a Gela, né un rifugio per questi animali, infatti di solito quelli trovati per strada vengono portati al canile di Caltanissetta, con cui il Comune di Gela ha una convenzione. Il problema è che ora sono diventati troppi e non riescono a far fronte alla situazione.

Quindici anni fa, Jessica comprò una casa in campagna e decise di accogliere i randagi. Al momento ne accudisce circa un centinaio: una sessantina all’interno della sua proprietà, gli altri quaranta, non riuscendo ad ospitarli, stanno fuori e porta puntualmente loro da mangiare. Spesso ha chiesto aiuto al Comune che per cinque anni ha contribuito con una somma versata annualmente, sebbene i costi sostenuti da Jessica fossero in ogni caso superiori. Anche dal Comune stesso le mandavano dei cuccioli ritrovati, ora però con la nuova amministrazione si è interrotta anche quella piccola sovvenzione che riceveva.

Nel febbraio 2017 Jessica ha subito un grave incidente con la moto che le ha procurato un’invalidità civile, adesso per lei è diventato uno sforzo grandissimo occuparsi di tutti quei pelosi.

“Non riesco più a sostenere la situazione né fisicamente né economicamente – spiega Jessica - Continuo a chiedere aiuto al Comune e ai cittadini, ma tutti si ricordano di Jessica solo quando trovano un cane e a quel punto o mi chiamano per portarmelo, e io rifiuto perché non ce la faccio più, oppure me li lasciano al cancello e non riesco ad abbandonarli, è più forte di me, cerco di prendermi cura di loro!”

Ma c’è anche un altro ostacolo: un decreto emanato il 3 novembre scorso dall’ex assessore alla salute della Regione Sicilia, e adottato dalle Province di Agrigento e Caltanissetta, vieta alle associazioni di volontari o ai privati cittadini di soccorrere e salvare cani randagi nel territorio. I volontari o cittadini come Jessica, quindi, non possono più salvare i randagi e darli in adozione, prestando così un servizio alla comunità. Per prelevare i cani, microchipparli e registrarli, dovrebbero rivolgersi al veterinario che ha l’obbligo di segnalare all’Azienda Sanitaria locale.

“Io non voglio soldi - ribadisce Jessica - Ma chiedo al Comune di non lasciarmi sola e di aiutarmi con cibo, acqua e medicinali per questi animali. Se qualche volontario o cittadino avesse voglia di venire a darmi una mano sarebbe accolto a braccia aperte.”

Per chi volesse mettersi in contatto con Jessica, si può scrivere a i4zampedijess@gmail.com