Una visita al Museo del Tesoro di San Gennaro di Napoli con il proprio cane. Ecco perché un viaggio può diventare qualcosa di unico da ricordare.

di Bruno Bruni

 

'Un’esperienza da vivere' con il proprio cane, la visita al Museo del Tesoro di San Gennaro a Napoli. Un percorso museale unico nel suo genere che, tra inestimabili dipinti e gioielli, offre come plus una libera fruizione degli spazi, come se si volesse permettere al visitatore, attraverso effluvi di affetti e di bellezza, una percezione intima, familiare ed estatica che favorisca la contemplazione del Sacro. Come può il proprio cane facilitare tutto questo? Come può una città come questa, dalle eterne contraddizioni e dal generoso sentimento popolare, fondere una credenza religiosa a forme di affezione animale?

Nel luogo, dove ogni miracolo è possibile, il Tesoro di San Gennaro si tramuta in un universale messaggio d’amore che il direttore Paolo Jorio ha saputo declinare nei fatti, seguendo le insistenti richieste popolari: ”L’iniziativa del nostro Museo nasce innanzitutto da un profondo amore personale per gli animali e dal fatto che molto spesso ricevevamo delle telefonate di persone che chiedevano di accedere al Museo con il proprio cane o gatto e che sistematicamente facevamo entrare. A questo punto mi sono posto l’idea se non fosse necessario ufficializzare questa possibilità per dare l’opportunità soprattutto ai turisti che vengono in città con i propri animali e fanno parte della propria famiglia di non doverli lasciare nel proprio albergo, in casa o a parenti fuori del Museo ma consentire loro di farli entrare nel percorso museale. Ma la coraggiosa iniziativa in favore degli animali ha avuto anche una sequela finemente pedagogica: ”La scelta è stata quella di non volere che siano portati con dei trasportini ma liberamente, dando al padrone dell'animale la responsabilità oggettiva di poterlo condurre autonomamente. Credo che ogni proprietario di cane o gatto sappia di cosa siano capaci il proprio gatto o il proprio cane  e soprattutto come si comportino al guinzaglio”.

All’uscita, poi, viene dato loro in omaggio un pacchetto di croccantini e l’attenzione finora riservata diviene cura. Nulla di paragonabile alle iniziative fatte da altri Musei che, seppur apprezzabili per la loro tendenza dog-friendly, preferiscono perpetrare una cultura iperprotettiva e talvolta diffidente nei confronti del proprietario e del suo animale, imponendo misure restrittive come trasportini, museruole e altro che non responsabilizzano gli interessati e, dunque, non educano. 

Al Museo del Tesoro di  San Gennaro, invece, nessuna separazione è concessa. Sia che si tratti di Santi e devoti, di Cielo e di Terra, di Arte e di Bellezza, di Uomo e di Animale, il vero miracolo è vivere un sentimento di unione e 'un momento di grande civiltà' che potremmo facilmente definire 'Grazia'.