Sempre più spesso i nostri lettori che vogliono adottare un cane ci chiedono di saperne di più sul “misterioso” microchip da applicare ai nostri amici a 4 zampe.

 

Fermiamoci allora ad analizzare la funzionalità di questo “affarino”: il suo scopo è quello di identificare il cane attraverso un codice registrato al suo interno, ci racconta chi è e, di conseguenza, ci dà informazioni utili sull’identità del proprietario. Su due piedi, se ci pensiamo, possiamo trarne beneficio in caso di smarrimento, ma ancor più importante è la funzionalità come disincentivo ad abbandonare l'animale.  L’applicazione del microchip è obbligatoria (L.281/1991, L.R. 34/1997, DGR 621/2016) entro il secondo mese di vita del cucciolo.

 

Com’è fatto un microchip?
Non è altro che una capsula di materiale biocompatibile di 11mm x 2mm, non provoca reazioni nell’organismo dell’animale e non emette nessuna onda, se non in vicinanza di un lettore in possesso di veterinari abilitati, canili e ASL, anche se in minima quantità. Il chip viene applicato da veterinari abilitati sotto la cute, nella zona laterale sinistra del collo, con apposite siringhe monouso sterili, ma niente paura…non è assolutamente doloroso: è solo un piccolo fastidio!

 

L'anagrafe canina
Una volta applicato il microchip, è obbligatoria l’iscrizione all’anagrafe canina. Si tratta di una Banca Dati istituita dal Ministero della Salute. Ogni Amministrazione Regionale invia i dati alla Banca Dati Nazionale, creando così un elenco completo. L'iscrizione si può effettuare direttamente presso la ASL o tramite veterinario accreditato. In questo modo nella banca dati sarà identificabile il nostro animale con il codice riportato nel chip e i dati del proprietario. Qualora si verificasse nel tempo qualsiasi variazione riguardo il cane, come ad esempio il cambio di residenza, cambio di proprietà o decesso, dovranno essere tempestivamente comunicati. La trascrizione delle variazioni è importante anche nell’interesse del proprietario, in quanto rimane responsabile del cane e dei danni che potrebbe fare anche se lo ha ceduto ad altra persona ma senza registrare il passaggio. La persona che effettua l’iscrizione a proprio nome deve essere maggiorenne. Sono previste sanzioni sia per chi non iscrive il proprio amicone, sia per chi non riporta le variazioni: la tracciabilità del cane è fondamentale, soprattutto in caso di smarrimento! In questo caso è necessario denunciarlo tempestivamente alle autorità; la denuncia dovrà essere presentata alla ASL in cui è stato iscritto il cane, insieme ad un modulo reperibile allo sportello, documento e codice fiscale del proprietario, entro 15 giorni dall’evento.

 

Quali sono i costi?
Il costo varia a seconda della città e della regione.  Se si sceglie di rivolgersi ai Servizi Veterinari della ASL di pertinenza, è previsto un costo di 20 euro a cui si aggiungono 8 euro di ticket. Se si decide di rivolgersi ad un veterinario accreditato, la tariffa comprenderà un versamento di 8 euro alla ASL e la parcella applicata dal professionista stesso. Le sanzioni per la mancata applicazione del microchip e la mancata iscrizione all’anagrafe canina sono state oggetto di modifica, ad agosto, con la legge regionale n. 9 del 14/08/2017 (BURL 65 del 16/08/2017) avente ad oggetto: “Misure integrative, correttive e di coordinamento in materia di finanza pubblica regionale. Disposizioni varie”. Tra le disposizioni varie al comma 72 si legge:        

72. Al comma 2 dell’articolo 24 della legge regionale 21 ottobre 1997, n. 34 (Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo) e successive modifiche, le parole “di lire centocinquantamila e un massimo di lire trecentomila” sono sostituite dalle seguenti: “di euro 154,00 e un massimo di euro 1540,00”.

 

Marco Bologna

 

Per saperne di più:

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?area=cani&menu=anagrafe

https://www.salute.gov.it/anagcaninapublic_new/home.jsp

http://www.regione.lazio.it/rl_sanita_veterinaria/?vw=contenutiDettaglio&id=132