Il luogo comune esiste e lo conosciamo tutti…però la convivenza tra cane e gatto è possibile e nella quotidianità ne abbiamo molti esempi.

di Marco Bologna

 

Noi tutti, per descrivere due persone che non vanno d’accordo, usiamo l’espressione “sono come cane e gatto”, proprio perché, dall’alba dei tempi, il rapporto d’amicizia tra queste due specie non è mai stato idilliaco! Ma non perché si odiano per natura…semplicemente hanno dei codici di comunicazione diversi.

 

In verità, l’esperienza ci insegna che è più che possibile una vita a stretto contatto tra i due; in alcuni casi possiamo trovarci anche di fronte a grandi amicizie. In effetti, se facciamo conoscere cane e gatto fin da cuccioli, tutto risulterà più semplice ed armonioso: entrambi istintivamente vorranno giocare e, non avendo subito traumi o brutte esperienze precedenti, non ci saranno pregiudizi.

Allo stesso tempo, però, nulla vieta di far avvicinare e far “frequentare” due esemplari già adulti. I rischi da tenere a mente possono essere: la predisposizione ad avere la supremazia del territorio e una prima interazione troppo “aggressiva” e curiosa da parte di uno dei due o di entrambi, che potrebbe compromettere l’intero rapporto. Per questo motivo l’ideale sarebbe farli incontrare in campo “neutro” per ovviare alla difesa del territorio. Inoltre è opportuno dare loro la possibilità di annusarsi e conoscersi prima, magari tenendo il gattino nel trasportino e Fido vicino a noi (oppure in due recinti vicini). L’obiettivo è verificare l’atteggiamento di entrambi: sono troppo aggressivi? Troppo curiosi? Troppo invadenti? Ricordiamo che un atteggiamento troppo irruento, seppur senza cattive intenzioni, può infastidire l’altro e scatenare delle reazioni a catena. In un secondo momento, se l’atteggiamento non lascia presagire effetti negativi e preoccupazioni, possiamo aprire il trasportino e permettergli di avvicinarsi. Attenzione però: l’equilibrio può essere ancora delicato e in particolare il gatto, in caso di paura eccessiva o attacco improvviso da parte del cane, deve avere la possibilità di scappare in un posto sicuro.

 

Non preoccupatevi troppo se all’inizio il micio soffierà o il cane ringhierà o farà vedere i denti, sono reazioni normali: i due si studiano e devono capire la personalità dell’altro per stabilire degli equilibri. Potrei portare l’esempio che vivo tutti i giorni con il Rottweiler della famiglia della mia compagna, arrivata in casa da cucciola. Ha dovuto relazionarsi con un Golden Retriever e un gatto già presenti da tempo: il suo essere cucciola e vivace indispettiva non poco la micia che, ad ogni suo avvicinarsi per giocare, le soffiava e, a volte, le dava delle zampate. Con il tempo, crescendo, la Rottweiler ha sviluppato comunque una personalità forte e tendenzialmente dominante ma, nonostante ciò, è riuscita a trovare un equilibrio con la gatta. Entrambe sanno cosa possono e cosa non possono fare nei confronti dell’altra, convivono serene, si incrociano, giocano, si rispettano e sanno fin dove possono arrivare, senza esagerare e rispettando gli spazi dell’altra.

Occorre pazienza e vedrete che, prima o poi, i due troveranno un accordo e si divideranno gli spazi; dopodiché, seppure non dovessero diventare proprio amici per la pelle, potranno comunque convivere serenamente ignorandosi!