L’agenzia statale Ucraina per la gestione della zona di esclusione di Chernobyl ha annunciato sulla sua pagina Facebook che circa 200 cuccioli di cane dalla centrale nucleare saranno mandati negli Stati Uniti per essere adottati.

Questo il post sulla pagina ufficiale:

“Il 27 aprile, i lavoratori del Clean Futures Fund, di Chernobyl NPP e della compagnia NOVARKA hanno tirato fuori 12 cuccioli dal cantiere di New Safe Confinement. Il processo si svolge nell'ambito del progetto quinquennale "Chernobyl Dogs" per la sterilizzazione e la vaccinazione dei cani dalla zona di esclusione di Chernobyl avviata nel 2017. L'obiettivo del progetto è di ridurre la popolazione animale naturalmente, sterilizzandoli, quindi, per creare condizioni più sicure per i dipendenti della centrale nucleare di Chernobyl e della zona di esclusione. Il cofondatore del Clean Futures Fund, Lucas Hixson, commenta il processo di trasporto di cani: ‘Abbiamo finalmente ottenuto il permesso di iniziare a salvare alcuni cuccioli dalla centrale nucleare di Chernobyl e riportarli in America per l'adozione e per andare a vivere per sempre in una casa accogliente. Oggi porteremo 12 cani fuori dalla zona locale. In totale vorremmo vedere fino a 200 cani adottati’”

Clean Futures Fund è un'organizzazione no-profit Americana istituita per assistere le comunità colpite da incidenti industriali come la centrale nucleare di Chernobyl. Tra i progetti a cui sta prendendo parte, come riportato nel post, c’è proprio “Chernobyl Dogs”, nei luoghi del disastro della centrale.

I quattro zampe salvati hanno passato il controllo dosimetrico e sono stati lavati con cura. In seguito spostati a Slavutych, dove è stato costituito un vero e proprio “santuario dei cuccioli” nell'ippodromo, e vi rimarranno per circa 45 giorni. Qui sono presenti figure speciali che lavorano con loro ogni giorno. Nel fine settimana è possibile raggiungere l’ippodromo e andare a giocare con i cuccioli, poi a giugno voleranno negli Stati Uniti e raggiungeranno le famiglie che li stanno adottando.

Contemporaneamente il team composto da 15 veterinari e circa 80 assistenti veterinari tornerà nuovamente sul sito della zona di esclusione per iniziare il secondo anno di attività del progetto "Chernobyl Dogs".